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Sulla pochette da taschino




   La Decadenza contemporanea, che viviamo ogni giorni in tutti gli ambiti del nostro vivere, è anche decadenza dell'abbigliamento.
   Eviterò di parlare delle mandrie di giovani e meno giovani che provano a vestirsi come l'ultimo rapper di successo o come l'attrice di fama internazionale, immortalata da un paparazzo mentre fa shopping a Rodeo Drive. Per carità, ognuno è libero di conciarsi come vuole e di tentar l'imitazione di chicchessia. Rivendico, però, anche la mia libertà di ignorarli, semplicemente.
   Voglio invece spendere un po' del mio tempo a parlare di stile con chi, provando a ricalcare modelli e atteggiamenti da dandy, rischia di incappare nel cattivo gusto.
   Ho deciso, quindi, di partire da un qualcosa che spesso è bistrattato o, peggio ancora, dimenticato quando si spendono denari nel vestirsi: il fazzoletto da taschino, meglio nota come pochette (da non confondere con la piccola borsa, che ha il medesimo nome).
   Cos'è una pochette? E' un quadrato di lino, di seta stampata, di cachemire o di cotone, con un lato lungo 33 centimetri. Ovviamente, non esiste una regola fissa: ci sono pochette con un lato di lunghezza superiore o inferiore ai 33 centimetri. Prendiamolo quindi per quello che è: una misura di riferimento.

Come può essere una pochette ben abbinata?
Alfredo de Giglio, fondatore del magazine Stilemaschile e arbiter elegantiarum indiscutibile, fornisce alcuni consigli molto utili.